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venticinquesimo dell'Associazione

 

I 25 ANNI DELLA SO.CREM.

Cari Soci/e,

ringrazio “ IL GABBIANO” per darmi la possibilità di arrivare a Voi con queste mie righe.

Venerdì 23 marzo 2012 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara in Largo Castello si è tenuto un convegno, aperto anche alla cittadinanza, per ricordare i 25 anni della nostra associazione che fu costituita il 20 Gennaio 1987.

A questo convegno, oltre al Direttivo della nostra associazione, ha partecipato la F.I.C. - Federazione Italiana della Cremazione con sede a Torino, rappresentata dal suo Presidente Guido Peagno – dal Vice Presidente Franco Lapini e dai componenti del Consiglio di Presidenza con la presenza, in più, di alcuni delegati delle SO.CREM. - del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, dell'Emilia Romagna, della Toscana, della Basilicata e della Sicilia.

Dopo aver salutato, anche a nome Vostro, i presenti ho dato informazioni sulla TAVOLA ROTONDA tenutasi il 6 febbraio 1987 a Ferrara presso la Sala Imbarcadero del Castello Estense.

In quell'occasione furono trattati i seguenti temi:

  • La Cremazione nell'ambito della politica cimiteriale dell'AMSEFC di Ferrara;
  • la Cremazione: aspetti etico - religiosi;
  • alcune idee per lo spazio della morte;
  • la Cremazione: aspetti legislativi;
  • il progetto di ripristino dell'Ara Crematoria a Ferrara.

Prima di prendere la parola il Presidente della F.I.C. Guido Peagno, ha consegnato una targa ricordo al Past President e Socio fondatore Dante Leoni.

Altra targa verrà da me personalmente consegnata al primo Presidente e Socio fondatore Raoul Baldi assente per motivi di salute.

Ricordo che i Presidenti che hanno guidato la nostra associazione nel corso di questi 25 anni sono stati: Raoul Baldi – Dante Leoni – Paolo Zappaterra e Lorenzo Pasini.

Dopo un breve saluto il Presidente della F.I.C. - ha fatto una panoramica sulla cremazione in Italia e sugli sviluppi che la stessa avrà nei prossimi anni.

Si è poi aperto il dibattito toccando diversi temi e il convegno si è chiuso alle ore 20.00.

Ringraziando per l'attenzione che vorrete riservare a quanto detto sopra, con l'occasione Vi porgo i miei più cordiali saluti.

                                                                                 LORENZO PASINI

                                                                         Presidente SOCREM Ferrara

L' Iscrizione

La scelta della cremazione deve essere fatta in vita in uno dei seguenti modi :

- mediante testamento dinnanzi ad un notaio,

- compilando un testamento olografo (nel quale viene scritta su un foglio la volontà di cremazione e al fondo del quale è scritta la data e posta la firma) che lascerà tra le sue carte o consegnerà ad un notaio o ad un parente o ad una persona amica: dopo il suo decesso, per poter essere valido, tale testamento dovrà essere pubblicato da un notaio a cura degli eredi,

- oppure, molto più semplicemente, e con totale sicurezza che la volontà sia rispettata, mediante l'iscrizione alla nostra Associazione. Questa iscrizione costituisce, ai sensi di legge, prova della volontà di cremazione senza la necessità di passare da un notaio o presentazione da parte dei familiari di istanza al Comune: venite in sede con un documento valido di identita e con 17 € (5 per l'iscrizione, 12 per la quota annuale) . Se non abitate a Ferrara, dateci un colpo di telefono ed al resto ci pensiamo noi!

Nel caso in cui il defunto non fosse stato iscritto, la cremazione deve essere richiesta all'ufficiale di Stato Civile del Comune di decesso da un parente (in primo luogo dal coniuge superstite e, in mancanza, da tutti i figli, a seguire dagli altri parenti secondo quanto previsto dl Codice civile).

La cremazione può essere effettuata in uno qualsiasi degli impianti di cremazione esistenti in Italia. la tariffa è stabilita dal Ministero dell'Interno

Perché ISCRIVERSI

· Per avere la certezza che la scelta della cremazione sarà rispettata.

· Per sollevare i parenti da istanze per l’autorizzazione alla cremazione

· Per promuovere e sostenere l’idea cremazionista

Le SOCREM sono associazioni riconosciuta, con personalità giuridica, ed hanno il compito istituzionale di garantire la tutela, anche legale, della volontà dei suoi Soci su tutto il territorio nazionale.

Con il pagamento delle quote stabilite si diventa soci, sollevando i parenti da istanze al momento del decesso per l’autorizzazione alla cremazione.

ADEMPIMENTI AL MOMENTO DEL DECESSO

L’iscrizione ad una SOCREM è valida su tutto il territorio nazionale.

Quando muore un Socio :

- i congiunti devono informare del decesso l’Impresa di Onoranze funebri da essi incaricata delle esequie segnalando l'appartenenza del proprio caro alla nostra Associazione,

- la SOCREM provvede alle pratiche necessarie affinché sia emessa l’autorizzazione alla cremazione da parte del Comune ove è avvenuto il decesso del Socio

La Cremazione

Perchè farsi cremare

  • Gli odierni cimiteri sono gigantesche e ingombranti strutture, troppo spesso situate all’interno dei paesi e delle città di cui, un tempo, costituivano l’estrema periferia
  • La cremazione è invece una pratica igienica ed ecologica che permette di ridurre considerevolmente gli spazi e i costi destinati ai defunti.
  • Scegliere la cremazione significa contribuire significativamente a creare condizioni di vita migliori per chi rimane, evitando nel contempo lo squallore del disfacimento del proprio corpo.
  • Per avere la certezza che la scelta della cremazione sarà rispettata. (soprattutto per chi vive solo o ha parenti contrari al principio cremazionista.
  • Per sollevare i parenti da istanze al momento del decesso per l’autorizzazione alla cremazione.

 

 

 

 

La storia della cremazione in Italia

Nell'era moderna, la prima cremazione in Italia si verificò nel 1822 allorché fu cremata la salma del poeta inglese P.B. Shelley, annegato nel golfo di La Spezia. Il suo corpo fu bruciato nella spiaggia di Viareggio sopra una pira sparsa di balsami per volontà dell'amico Byron.


In quegli anni del primo Ottocento una schiera di pensatori, igienisti e politici promosse l'idea cremazionista, come l'olandese prof. Moleschott, insegnante di fisiologia all'Università di Roma e di Torino.
Il prof. Ferdinando Coletti (1819-1881), docente di farmacologia all'Università di Padova, patriota del Risorgimento, fondatore e direttore per 23 anni della "Gazzetta Medica Italiana" (Provincie Venete), lesse nella storica seduta dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova (11 gennaio 1875) una "Memoria sulla incinerazione dei cadaveri".


Da questa riunione sortirono i primi apostoli delle riforma: il dott. Vincenzo Giro (che nel 1866 pubblicò le sue "Osservazioni sulla incinerazione dei cadaveri" nella "Gazzetta Medica Italiana"), il prof. Giovanni Du Jarden (che sul giornale genovese "La salute" del settembre 1867 sostenne il principio della cremazione dei cadaveri sotto l'aspetto igienico ed economico) e il patriota Salvatore Morelli.


A Parigi, nel 1867, durante il Congresso internazionale dei feriti in tempo di guerra il dott. Piero Castiglioni e l'on. dott. Agostino Bertani pronunciarono eloquenti discorsi sulla cremazione.


A Firenze nell'ottobre 1869 in occasione del 2· Congresso internazionale delle scienze mediche" i dott. Castiglioni e Coletti propugnarono nelle loro relazioni l'incinerazione come metodo sostitutivo della inumazione dei cadaveri.


In seguito a tali interventi il Congresso votò una mozione nella quale si chiedeva che "con tutti i mezzi possibili si provvedesse onde ottenere legalmente nell'interesse dell'igiene che l'incinerazione dei cadaveri fosse sostituita al sistema attuale di inumazione".


Tale voto si realizzò con la cremazione del rajah Mauharaja di Kelapur (principe indiano morto a Firenze) nel dicembre 1870 su una pira di legna. Dopo circa 7 ore di fuoco il cadavere risultò incenerito ed i sacerdoti indiani dispersero al vento i residui della cremazione.


In quegli anni si ebbero innumerevoli scritti, discorsi, conferenze, memorie che interessarono Accademie e Governi, a favore del rito dell'incinerazione. Furono anche fatti esperimenti sul metodo di istruzione delle salme mediante gas illuminante (prof. Polli e Clericetti, 1872), mediante liquidi (prof. Gorini, 1872), mediante forno a riverbero (prof. Brunetti, 1873, che presentò urne cinerarie alla Esposizione Internazionale di Vienna).

Il 23 gennaio 1874 morì il cav. Alberto Keller, ricco industriale di Milano, noto per le sue opere filantropiche. Nel testamento egli dispose che la sua salma venisse data alle fiamme. A tal fine nominava esecutore testamentario il prof. Polli e lasciava una somma notevole per studi sperimentali sulla cremazione.

Pur non esistendo in Italia una legge che ammettesse la cremazione, il Polli, d'accordo con il Clericetti, fece costruire un tempio crematorio, reso possibile sia dalla generosità finanziaria della famiglia Keller, sia dalla cessione gratuita del terreno nel Cimitero monumentale da parte del Comune di Milano.

Fu questo il primo tempio crematorio costruito in Italia e nel mondo. Venne inaugurato il 22 febbraio 1876 per cremare la salma di Keller.

Nel 1876 nacque la Società milanese di cremazione. Fra i suoi promotori il se. Malachia De Cristoforis (veterano garibaldino) il dott. Gaetano Pini (poi cancelliere dell'Ordine massonico), il prof. Giovanni Polli, Celeste Clericetti, Osvaldo Lazzati, Giovanni Sacchi, Giulio Mylius, Giuseppe Pozzi.


Successivamente sorsero Società di cremazione (SO.CREM.) a Pavia (1881), Lodi (1887), Roma, Cremona, Brescia (1883), Padova, Udine, Varese, Novara, Firenze, Livorno, Pisa (1884), Como (1886), Asti, Sanremo, Torino (1887), Mantova, Verona (1888), Bologna (1889), Modena (1890), Venezia (1892), Spoleto (1894), Perugia (1895), Genova (1897), Pistoia (1901), Bergamo (1902), Monza (1903), Bra (1904), Savona (1911).

Ne sorsero altre ancora ad Arezzo, Codogno, Ferrara, Pallanza, Piacenza, Spezia. Nel corso degli anni si raggiunse il numero di 36 città dotate di forno crematorio. Poi, a causa del regime fascista alleato alla Chiesa Cattolica, vi fu un certo regresso, per cui le SO.CREM. si ridussero ad una ventina.


La "Società per la cremazione" di Milano svolse un'attiva propaganda in Italia ed all'estero mediante bollettini, articoli su giornali politici e medici, conferenze, riunioni popolari, pubblicazioni tecniche.


Il "Congresso internazionale di igiene" (Torino, 1880) tenne una seduta speciale a Milano, il 12 settembre, per assistere a esperimenti di cremazione e per fondare una "Commissione internazionale" che d'accordo con la Società milanese, condusse vittoriosamente negli anni successivi la battaglia per la nuova riforma (Il congresso adottò il vocabolo "cremazione" in luogo di "incinerazione").

I delegati delle 14 Nazioni rappresentate (Italia, Francia, Belgio, Germania, Russia, Inghilterra, Svizzera, Spagna, Portogallo, Austria-Ungheria, Olanda, Romania, Grecia, Egitto) votarono una mozione la quale chiedeva: A) che i diversi Stati provvedano prontamente con leggi speciali alla pratica regolare della "cremazione" facoltativa dei cadaveri; B) che i Governi, che hanno accettato la Convenzione sanitaria di Ginevra, aggiungano un articolo in base a cui gli eserciti siano provvisti di apparecchi speciali trasportabili per effettuare la cremazione dei morti sui campi di battaglia.

Nel 1882 si svolse a Modena il 1· congresso delle Società italiane per la cremazione. Le 24 Società presenti approvarono l'istituzione e lo statuto della "Lega delle Società italiane per la cremazione". Presidenti il sen. prof. Giovanni Cantoni e il sen. dott. Malachia de Cristoforis.


Intanto la Chiesa, ritenendo che la cremazione avesse carattere antireligioso perché propugnata da esponenti della Massoneria e del Socialismo, prese posizione con un documento del S. Ufficio nel 1886, in cui negava la messa d'esequie a chi avesse ordinato la cremazione della propria salma.

Nel luglio 1888 fu approvata la "Legge sull'Igiene e Sanità pubblica del Regno" (cosiddetta legge Crispi) la quale all'art. 59 prescriveva: "La cremazione dei cadaveri umani deve essere fatta in crematori approvati dal medico provinciale.

I Comuni dovranno sempre concedere gratuitamente l'area necessaria nei cimiteri per la costruzione crematori.

Le urne cinerarie, contenenti i residui della completa cremazione, possono essere collocate nei cimiteri o in cappelle o in templi appartenenti ad Enti morali riconosciuti dallo Stato od in colombari privati aventi destinazione stabile ed in modo da essere assicurate da ogni profanazione": L'articolo 59 divenne poi l'articolo 198 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie (1· agosto 1907).

Da allora l'attività dei cremazionisti fu diretta, con fervore a indire Congressi nazionali e internazionali, a risolvere problemi di indole tecnica e sociale-legislativa, a combattere i pregiudizi di ispirazione religiosa e conservatrice.

Vi furono congressi delle Società di cremazione a Milano (1890), Genova (1905), Novara (1906), Milano (1909), Torino (1919).

Congressi internazionali si tennero a Dresda (1874), Berlino (1890), Budapest (1894), Bruxelles (1910), Dresda (1911), a Torino (1911) durante l'Esposizione internazionale dell'Industria e del lavoro, a Milano (1914), a Gotha (1916), a Lugano (1926).

Dopo la Liberazione, le SO.CREM. ripresero la loro attività, seppur resa difficile dalla mancanza di mezzi economici.

Nel 1964 la Chiesa tolse il divieto canonico della cremazione in seguito alle insistenti richieste della Federazione Internazionale della Cremazione.

La Congregazione del S. Ufficio inviò ai Vescovi una circolare per informarli che la S. Sede aveva deciso di modificare le norme canoniche nei confronti di coloro che, prima di morire, avevano deciso che il loro copro fosse cremato.

La cremazione in Italia si va sviluppando anche per iniziativa dei Comuni.

Più di 160 mila persone sono iscritte alle oltre 40 SO.CREM. aderenti alla Federazione italiana.

Lo Statuto

STATUTO

Aggiornato con delibera dell'Assemblea Generale

dei Soci del 27 marzo 2004, in conformità

alle disposizioni della legge 7 dicembre 2000, n.383

titolo 1 - COSTITUZIONE E SCOPO

ART.1

E' costituita in Ferrara una Associazione denominata "SOCIETA' DI CREMAZIONE - SO.CREM." con sede in via Borso, 1.

ART.2

Gli scopi dell'Associazione, che non ha fini di lucro, sono:

a) la cura della cremazione delle salme, che verrà effettuata avvalendosi delle più moderne tecnologie;

b) la diffusione dell'uso della cremazione delle salme, che verrà attuata:

  1. combattendo tutti i pregiudizi che si accampano contro i procedimenti più rapidi ed economici, atti a trasformare il cadavere nei suoi principi elementari e ridurlo a residui innoqui e inalterabili, corforme a ciò che le leggi dell'igiene richiedono;
  2. sostenendo con pubblicazioni e conferenze il principio della cremazione;
  3. favorendo con consigli ed aiuti la costituzione di nuove società crematorie;
  4. mantenedosi in contatto con le altre Associazioni già esistenti in Italia ed all'estero ed aderendo alla Federazione Italiana per la Cremazione;
  5. adoperandosi affinchè gli oneri della cremazione saino contenuti nei minimi di spesa in modo da favorire in particolare le classi meno abbienti;
  6. sorvegliando affinchè la funzione crematoria e la raccolta delle ceneri avvengano con quella pia solennità che si conviene al rispetto dei morti;
  7. assumendosi l'onere di aiutare i congiunti nell'espletamento delle pratiche imposte dalla legge per la cremazionedelle salme.

titolo 2 - SOCI - LORO DOVERI E DIRITTI

Art.3

Possono iscriversi alla Associazione tutte le persone che, senza distinzione di sesso, abbiano compiuto i 18 anni di età, o, se di età inferiore, quando abbiano l'assenso di chi esercita la potestà, che si impegnano ad ederire allo Statuto Sociale ed accettano di osservarne le varie disposizioni.

Si diventa socio dell'Associazione possedendo i requisiti di cui sopra, compilando la domanda di iscrizione all'Associazione stessa e sottoscrivendo una dichiarazione di volontà di cremazione.

Il diritto di appartenenza all'Associazione viene meno nei casi in cui l'associato si dimetta con comunicazione scritta , si rifiuti di accettare in tutto o in parte lo Statuto Sociale e le decisioni dell'Assemblea Generale dei Soci, ometta di versare la quota associativa annuale.

Art.4

I soci sono effettivi, benemeriti ed onorari.

Art.5

Sono soci effettivi quelli che per iscritto aderiscono agli scopi dell'Associazione.

Art.6

Sono soci benemeriti coloro che abbiano effettuato anche per una sola volta elargizioni all'Associazione.

Art.7

Sono soci onorari coloro che favoriscono in qualunque modo il raggiungimento delle finalità perseguite dall'Associazione ed il cui patrocinio si consideri utile e di prestigio per la stessa. La proclamazione a socio onorario verrà conferita, su proposta del Consiglio Direttivo, dall'Assemblea Generale dei Soci.

Art.8

Tutti i soci hanno diritto di intervenire alle Assemblee Generali, di deliberare in merito ai vari argomenti posti all'ordine del giorno e possono essere eletti a ricoprire le cariche sociali

Art.9

Chi rinuncia volontariamente a far parte dell'Associazione non ha il diritto di ottenere il rimborso delle quote versate a titolo di iscrizione o di quote associative, che pertanto si prescriveranno a favore dell'Associazione

Art.10

La quota di iscrizione viene riferita all'anno solare della data di iscrizione che coincide con la data del bollettino di versamento. Sarà considerato rinunciatario ogni socio che ometta di versare la quota associativa al secondo sollecito da parte degli organi direttivi.

titolo 3 - PROVENTI DELLA ASSOCIAZIONE E CAPITALE SOCIALE

Art.11

I proventi dell'Associazione sono costituiti:

  • dai versamenti dei soci;
  • dalle oblazioni;
  • dagli interessi dei capitali accumulati;
  • da qualunque altro provento.

Durante la vita dell'Associazione è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili od avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve o capitale.

Art.12

I proventi su indicati devono essere utilizzati per il raggiungimento degli scopi dell'Associazione, nella forma che il Consiglio Direttivo riterrà più opportuna, subordinatamete però a quanto eventualmente stabilito dallo Statuto o deliberato al riguardo dalla Assemblea dei Soci.

Art.13

Il patrimonio sociale è costituito:

  • dai residui dei conti di gestione;
  • dai lasciti e dalle donazioni.

Durante la vita dell'Associazione è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili od avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve o capitale.

Art.14

Il Consiglio Direttivo deve depositare le disponibilità monetarie presso Istituti di Credito.

titolo 4 - AMMINISTRAZIONE DELLA ASSOCIAZIONE

Art.15

L'azione dell'Associazione è esercitata:

  • dalla Assemblea Generale;
  • dal Consiglio Direttivo;
  • dal Collegio dei Sindaci.

Art.16

L'Assemblea Generale rappresenta l'universalità dei soci.

Essa è presieduta dal Presidente ed in sua assenza dal Vice Presidente. In mancanza anche del Vice Presidente presiede l'Assemblea il Consigliere più anziano di età. Il Segretario del Consiglio Direttivo è anche Segretario dell'Assemblea.

L'Assemblea Generale delibera:

  • sulle modificazioni dello Statuto;
  • sullo scioglimento e la messa in liquidazione della Associazione;
  • sulla nomina del Consiglio Direttivo, dei Sindaci ed eventualmente dei liquidatori dell'Associazione;
  • discute ed approva i bilanci consuntivi e preventivi annuali;
  • delibera pure su ogni altro oggetto posto all'ordine del giorno.

Infine l'Assemblea delibera su proposta del Consiglio Direttivo, sull'accettazione di donazioni o lasciti che impongano vincoli all'Associazione.

Art.17

Le Assemblee Generali sono ordinarie e straodinarie.

Esse, quando siano regolarmente costituite, esercitano il potere supremo dell'Associazione e le loro decisioni, prese in conformità dello Statuto, sono obbligatorie e vincolanti per tutti i soci.

Art.18

L'Assemblea Generale viene convocata in via ordinaria entro il primo quadrimestre di ogni anno per udire la relazione del Consiglio Direttivo sull'andamento morale ed economico dell'Associazione, e la relazione del Collegio dei Sindaci relativa all'esercizio precedente; per deliberare sul bilancio consuntivo dell'esercizio stesso e su quello preventivo; per procedere alla nomina dei membri del Consiglio Direttivo scaduti di carica o dimissionari; per trattare infine tutti gli altri oggetti di competenza della Assemblea Generale che per deliberazione del Consiglio Dirattivo o per domanda dei Sindaci o dei Soci fossero posti all'ordine del giorno.

Le domande dei Sindaci o dei Soci devono essere fatte per iscritto al Presidente e recapitate allo stesso entro il mese di dicembre.

Art.19

L'Assemblea Generale sarà convocata straodinariamente quando il Consiglio Direttivo lo creda necessario e qualora ne sia fatta richiesta dal Collegio dei Sindaci o da almeno trenta soci.

Art.20

L'Assemblea Generale è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo mediante avviso inviato a ciascun socio almeno otto giorni prima della data fissata per l'Assemblea. L'avviso suddetto dovrà contenere l'ordine del giorno e la data dell'eventuale seconda convocazione che potrà aver luogo anche lo stesso giorno della prima convocazione.

Art.21

I bilanci e le proposte di modificazione dello Statuto saranno esposti prima della convocazione dell'Assemblea per quindici giorni presso la sede dell'Associazione.

Art.22

Le Assemblee Generali sono valide quando intervenga almeno 1/20 (un ventesimo) dei soci iscritti. Trattandosi però di modificare lo Statuto Sociale occorre l'intervento di almeno 2/10 (due decimi) dei soci iscritti.

Per deliberare lo scioglimento e la liquidazione dell'Associazione dovranno essere presenti all'Assemblea i 3/5 (tre quinti) dei soci.

In questi ultimi due casi le deliberazioni, perchè siano ritenute valide, dovranno essere approvate dai 4/5 (quattro quinti) dei soci presenti.

Le deliberazioni aventi per oggetto modifiche statutarie, ivi compresa la messa in liquidazione dell'Associazione, dovranno ottenere il voto favorevoledei 4/5 (quattro quinti) dei votanti.

Art.23

L'Assemblea Generale potrà mettere a discussione immediata e deliberare validamente su un oggetto non compreso nell'ordine del giorno, quando ne sia dichiarata l'urgenza dalla maggioranza dei soci presenti e purchè non si tratti di modifiche allo Statuto Sociale od ai regolamenti dettati dal medesimo.

Art.24

I soci possono farsi rappresentare nelle assemblee da altri soci. Ciascun socio può però rappresentare un solo socio.

Art.25

Il Presidente dell'Assemblea nomina tre scrutatori scegliendoli tra i soci presenti, per le elezioni di cui all'articolo 18 e per constatare durante l'adunanza l'esito delle votazioni. Le elezioni possono aver luogo solo dopo aver nominato tre scrutatori e devono essere ultimate prima che l'assemblea si sciolga.

Tuttavia, sotto pena di nullità, la votazione non può essere chiusa se prima non avranno potuto votare tutti i soci presenti in sala.

Dovrà essere redatto un verbale firmato dagli scrutatori sull'esito delle votazioni.

Art.26

Le deliberazioni dell'Assemblea Generale, sia in prima che in seconda convocazione, sono valide quando siano approvate dalla maggioranza assoluta dei soci presenti, fatta eccezione per i casi contemplati dall'articolo 23.

Le votazioni saranno fatte per alzata di mano, per appello nominale o a scrutinio segreto, quando questo sia richiesto da almeno dieci soci.

Trattandosi di questioni riflettenti persone, la votazione avverrà sempre per scrutinio segreto.

Art.27

I membri del Consiglio Direttivo non potranno votare sull'approvazione dei bilanci annuali e delle deliberazioni attinenti il loro operato.

Art.28

I verbali delle adunanze dell'Assemblea Generale sono compilati dal segretario o da chi ne fa le veci e saranno trascritti dell'apposito libro dei verbali e firmati da chi ha presieduto l'Assemblea, nonchè dal Segretario e dagli scrutatori.

titolo 5 - CONSIGLIO DIRETTIVO

Art.29

Il Consiglio Direttivo, al quale sono demandati i poteri di amministrare l'Associazione, è composto da un minimo di cinque ad un massimo di undici consiglieri.

Art.30

Il Consiglio Direttivo viene eletto dai soci in legale Assemblea Generale ed a maggioranza assoluta di voti e con votazione palese.

Tutte le cariche sono gratuite.

I Consiglieri eletti nominano nel proprio ambito un Presidente, un Vice Presidente, un Segretario ed un Tesoriere.

Art.31

I Consiglieri durano in carica da uno a tre anni.

Tutti sono rieleggibili fino a revoca da parte dell'Assemblea.

Art.32

Il Consiglio Direttivo:

  • amministra il patrimonio sociale;
  • delibera sull'accettazione di donazioni e lasciti a favore dell'Associazione, eccezione fatta per quelli che imponessero vincoli all'Associazione per i quali l'accettazione è regolata dall'ultimo capoverso dell'articolo 16 del presente Statuto;
  • redige i bilanci consuntivi e preventivi;
  • formula e modifica i regolamenti interni della Associazione;
  • fissa le tariffe associative ed infine esercita tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano tassativamente riservati dallo Statuto alla Asseblea Generale e che non si trovino in opposizione alla legge.

Art.33

Il Presidente del Consiglio Direttivo ha la firma e la legale rappresentanza dell'Associazione, convoca e presiede le riunioni del Consiglio, rappresenta l'Associazione in giudizio e fuori; per altro l'azione in giudizio dovrà essere autorizzata da deliberazione del Consiglio Direttivo; assume per conto dell'Associazione le funzioni di esecutore testamentario di un socio e di qualsiasi altra persona per quanto riguarda le disposizioni di ultima volontà relative alla cremazione.

Ogni anno dà relazione all'Assemblea Generale sull'andamento morale ed economico e sull'operato del Consiglio Direttivo.

Art.34

Il Vice Presidente coadiuva in tutto il Presidente ed in mancanza ne assume tutte le attribuzioni.

Art.35

Il Segretario nominato dal Presidente, predispone ogni verbale del Consiglio Direttivo e controfirma ogni atto pubblico e privato.

Art.36

Il Tesoriere provvede agli incassi ed ai pagamenti per conto dell'Associazione ed ogni pagamento dovrà essere registrato in un apposito libro cassa. E' responsabile materialmente delle somme che riceve e che a sua volta deve depositare presso Istituti di Credito prescelti dal Consiglio Direttivo.

Art.37

Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente sei volte all'anno e straordinariamente quando il Presidente lo ritenga necessario ed opportuno.

In assenza del Presidente il Consiglio Direttivo è presieduto dal Vice Presidente ed in assenza anche di quest'ultimo, dal Consigliere più anziano.

Per la validità delle deliberazioni del Consiglio Direttivo è necessario il parere favorevole della maggioranza dei componenti in carica effettiva.

Di tutti gli atti del Consiglio Direttivo dovrà essere redatto un verbale che sarà firmato dal Presidenre, dal Segretario o da chi ne fa le veci.

Le votazioni saranno fatte per alzata di mano. Quando fosse ritenuta opportuna, a richiesta anche di un solo Consigliere potrà aver luogo la votazione per appello nominale.

Art.38

Il consigliere che mancasse per tre volte di seguito alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza giustificato motivo ed invitato dal Presidente a dichiarare se intende o no rimanere in carica, non rispondesse all'invito o mancasse per la quarta volta, sarà considerato dimissionario. Il consigliere che per qualsiasi motivo venisse a mancare, deve essere sostituito da chi, tra gli esclusi nella elezione precedente, abbia avuto il maggior numero di voti.

titolo 6 - SINDACI

Art.39

Il Collegio dei Sindaci è composto di tre membri i quali vengono nominati dall'Assemblea contemporaneamente al Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei voti dei presenti e durano in carica tre anni.

Art.40

E' loro compito vigilare sulla piena osservanza dello Statuto, ed hanno diritto di prendere visione, quando lo ritengano opportuno di ogni atto o documento dell'Associazione, redigendo apposito verbale delle loro verifiche.

Possono intervenire alle adunanze del Consiglio Direttivo e possono esprimere in tale sede soltanto eventuali pareri.

Alla Assemblea Generale dei soci devono presentare una relazione riassuntiva del loro operato ed esprimere le loro osservazioni sul bilancio consuntivo e preventivo predisposti dal Consiglio Direttivo.

titolo 7 - SCIOGLIMENTO DELLA ASSOCIAZIONE

Art.41

L'Associazione non potrà venire sciolta che per forza maggiore o per deliberazione dei soci come detto agli articoli 16 e 22.

Art.42

In caso di scioglimento, cessazione od estinzione dell'Associazione i fondi residui, compresi lasciti e donazioni, saranno affidati ad un Istituto di Credito in attesa di essere erogati nel modo che sarà stabilito dall'Assemblea.

Si fa peraltro obbligo di devolvere il patrimonio dell'Associazione al atra associazione che eserciti finalità analoghe, oppure di destinarlo a finalità di pubblica utilità.

titolo 8 - DISPOSIZIONI GENERALI

Art.43

Un regolamento interno fisserà le modalità per l'esecuzione delle volontà di cremazione e per la destinazione delle ceneri uniformandosi alle disposizioni di legge.

Altro regolamento stabilirà le norme riguardanti l'amministrazione dell'Associazione.

Il socio che intenda dimettersi dall'Associazione ed annullare conseguentemente la propria disposizione testamentaria relativa alla cremazione, deve darne comunicazione scritta alla Società con raccomandata a.r.

Art.44

L'Associazione ha uno stendardo che deve essere conservato presso l'area crematoria. Lo stendardo potrà seguire il feretro dei soci defunti e ne presenzierà la cremazione.

Potrà prendere parte a quelle manifestazioni pubbliche nelle quali intervengano o sono invitate altre associazioni cittadine.

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